Camera di Commercio: "170 milioni di euro di danni per il terremoto in centro Italia"

MONZA - Un danno da 170 milioni di euro all'anno nel settore del turismo. La Camera di Commercio di Monza e Brianza ha stimato la "portata" del terremoto che la scorsa estate ha colpito il centro Italia. L'Umbria la regione più penalizzata

Dopo la tragedia, le polemiche, la grande catena di solidarietà, ecco anche i conti: il terremoto che ha pesantemente colpito il centro Italia porta danni per 170 milioni di euro. Ogni anno. Lo ha stimato la Camera di Commercio di Monza e Brianza su dati Istat, Banca d'Italia, Ciset.

Il dato, al di là degli stanziamenti necessari per la ricostruzione e per tornare a una vita normale, riguardano l'aspetto più strettamente turistico. In particolare la regione più colpita da questo punto di vista, per ristoranti, alberghi e imprese della ricettività, risulta essere l'Umbria che nel 2017 vedrà arrivare 80 milioni di euro in meno rispetto all'anno precedente. Il danno è di 57 milioni di euro per le Marche. Anche in Abruzzo e nel Lazio indotto in calo per il comparto che si aggira nel complesso attorno a una diminuzione di 30 milioni di euro (rispettivamente 16,7 e 15 milioni di euro).

Anche la Camera di commercio di Monza e Brianza, con uno stanziamento di 90 mila euro, ha partecipato al fondo di solidarietà costituito presso Unioncamere, alimentato dai contributi di tutte le Camere di commercio e diretto proprio ad agevolare la più rapida ripresa delle attività produttive. Ricominciare dai prodotti tipici La valorizzazione di un territorio passa anche attraverso i prodotti locali e le eccellenze enogastronomiche che lo contraddistinguono. Nel libro “Non di solo Pane. Le storie del ciauscolo” di Renato Mattioni, originario di Visso (Macerata) e Segretario generale della Camera di commercio di Monza e Brianza, si racconta la storia del ciauscolo, un salume tipico del Camerte e del Vissano, terre di mezzo tra Umbria e Marche, già conosciuto ai tempi dei Legionari Romani. Un prodotto il cui brand ammonta, secondo una stima della Camera di commercio di Monza e Brianza, a quasi sei milioni di euro (Stima su dati Registro Imprese, Eurostat, Istat-Coeweb, Ismea - che tiene conto di alcuni parametri economici tra i quali i flussi del turismo gastronomico, il valore dell’export del prodotto, la conoscenza del prodotto stesso all’estero e in Italia, il valore economico della zona di produzione).

“Bisogna ricominciare dalle attività economiche per riprendersi una speranza che ancora oggi sembra un fantasma - ha dichiarato Renato Mattioni, Segretario generale della Camera di commercio di Monza e Brianza. – Eppure anche l’economia resta una priorità. È necessario ricostruire la vita intorno a quella filiera del chilometro utile, dalla produzione agricola tracciata a un’economia del tempo libero, dal terziario di mercato all’artigianato di qualità, per arrivare ai prodotti bandiera, identificativi di un territorio. Sui simboli si ricostruisce il futuro".


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