Monza: "Bisogna approvare il Piano territoriale di coordinamento provinciale"

Un ultimo notevole sforzo prima di chiudere eventualmente la breve esperienza della Provincia di Monza e Brianza: approvare il Ptcp (Piano territoriale di coordinamento provinciale) per tutelare il nostro territorio e prevenire il consumo di suolo. E' la richiesta dell'Osservatorio Ptcp di Monza e Brianza che ci ha inviato una lettera per spiegare le sue motivazioni. La pubblichiamo integralmente...

Un ultimo notevole sforzo prima di chiudere eventualmente la breve esperienza della Provincia di Monza e Brianza: approvare il Ptcp (Piano territoriale di coordinamento provinciale) per tutelare il nostro territorio e prevenire il consumo di suolo. E' la richiesta dell'Osservatorio Ptcp di Monza e Brianza che ci ha inviato una lettera per spiegare le sue motivazioni. La pubblichiamo integralmente.



Non ci sarebbe modo peggiore per concludere l'esperienza governativa della provincia di Monza e della Brianza che farlo senza aver radicalmente migliorato ed approvato un Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale caratterizzandolo con un'effettiva volontà di tutela del territorio, liberandolo così dall'immagine di un PTCP che volava basso perché influenzato da decisioni e logiche non trasparenti.

Bene ha fatto la provincia ad esprimersi contro il consumo di suolo in vicende più o meno recenti (caso Fimer ad Usmate, minaccia alla rete ecologica ad Arcore, Esselunga di Monza) però adesso manca lo sforzo finale ed è giunto il momento di confermare queste intenzioni all'interno di un PTCP che vada realmente nel senso della tutela del territorio brianzolo o almeno di quel che ne rimane.



Non c'è più tempo da perdere per il nostro territorio: gli ultimi dati ISTAT lo confermano, la provincia di Monza Brianza è la prima in Italia per consumo di suolo avendo superato di recente quella di Napoli .



E' un dovere morale quindi, perché lo stesso presidente Allevi, nel proprio discorso pronunciato a suggello del primo compleanno della provincia, denunciava a chiare lettere tutta la gravità del fenomeno promettendo di attivarsi con provvedimenti che avrebbero contrastato tale fenomeno. Bene, il momento di farlo è ora.



Non dare consecutività a mezzo approvazione di un PTCP che recepisca tutte le osservazioni più vincolanti per la tutela del territorio e dell'ambiente, sarebbe la dimostrazione che quelle dichiarazioni erano puramente legate ad un problema di immagine e non invece, come auspichiamo, figlie di profonde convinzioni politiche.



Il consumo di suolo negli ultimi anni, lungi dall'arrestarsi, peggiora ogni giorno che passa, e lo scenario della futura città metropolitana di certo non tranquillizza.



Il PTCP è lo strumento principe che potrebbe davvero tentare di contrastare il fenomeno. E' però fermo da mesi dopo essere stato adottato.



Responsabilmente il nostro Osservatorio, composto da molti gruppi ed associazioni della provincia, ha partecipato sin dalle primissime battute al procedimento con una serie di proposte concrete e progettuali. Inutile aggiungere che seguirà i lavori fino alla fine.



 Siamo stati - e lo siamo ancora - molto critici sui risultati, per molti versi modesti, del PTCP così come adottato e per questo, abbiamo presentato un ponderoso documento e parecchie decine di osservazioni che noi ci attendiamo possano essere discusse e recepite, osservazioni che indubbiamente migliorerebbero la qualità di questo PTCP.



 Questa nostra criticità, peraltro, non è stata nemmeno isolata, la stessa regione Lombardia, infatti, con un documento formale ha rilevato parecchi tratti deficitari in tale piano. Poi sono intervenute le note indagini della magistratura - che continuano tutt'ora senza sosta - su presunti fatti di corruzione con conseguenti arresti eccellenti in diversi comuni brianzoli, in questa provincia ed in regione, eventi che hanno generato inquietanti interrogativi sulle scelte operate in alcuni Piani di Governo del Territorio dei comuni della provincia, e quindi, indirettamente sul PTCP stesso che ne tentava una sintesi (vedi varie inchieste della Magistratura anche sulla figura dell'allora Assessore Brambilla).

Siamo però consci che la provincia non può rimanere senza un piano, né tantomeno ritornare al PTCP della vecchia provincia di Milano che è strumento ormai desueto e che mostra tutti i suoi limiti.



Una cosa quindi vogliamo affermare: si può davvero ancora fare qualcosa. Il momento è questo e pertanto chiediamo alla provincia di:





  1. Discutere oggettivamente e recepire le osservazioni che il nostro Osservatorio ha avanzato. Sono tutte osservazioni nel senso della tutela del territorio e guardano al futuro, il passato fatto di deregulation ed urbanizzazione selvaggia, purtroppo, lo conosciamo già



  2. Aggiornare il PTCP alle prescrizioni avanzate da Regione Lombardia.



  3. Rigettare, senza se e senza ma, tutte le osservazioni che richiedono stralci sulla rete verde, sulla Rete Ecologica Regionale (R.E.R.) o sugli ambiti agricoli strategici o che sono peggiorative in tal senso. Purtroppo ve ne sono numerose.





Al nuovo assessore Crippa, cui abbiamo esposto durante un recente incontro le nostre preoccupazioni ed i nostri auspici che pubblicamente abbiamo riassunto in questo comunicato, auguriamo buon lavoro. Lo stesso facciamo alla Giunta ed al Consiglio tutto, di cui auspichiamo un comune senso di responsabilità che porti all'approvazione del PTCP corretto secondo i dettami che qui abbiamo sinteticamente esposto. Diversamente sarebbe un atto sconsiderato che consegnerebbe definitivamente la Brianza, senza più padri né madri, all'abbraccio mortale del cemento e del consumo di suolo. Se accadrà, qualcuno dovrà prendersene la responsabilità.



Nessuno sa con certezza che fine farà la Provincia, tuttavia, l'approvazione di un PTCP finalmente rispondente ai problemi legati ad un livello di consumo di suolo divenuto intollerabile in Brianza, significherebbe, se non altro, che la Provincia di Monza e della Brianza c'è stata e non è passata invano.