Denuncia per gli allarmismi sulla tubercolosi, ecco i retroscena

LIMBIATE - La versione ufficiale dell'amministrazione comunale sull'allarmismo dovuto al presunto caso di tubercolosi al centro profughi e le motivazioni che hanno spinto il sindaco a recarsi dai Carabinieri: tutto contenuto nella delibera del 9 settembre.

Nei giorni scorsi l'amministrazione comunale ha diffuso un comunicato stampa per annunciare che il sindaco Raffaele De Luca si è recato dai Carabinieri per sporgere denuncia nei confronti di chi ha generato allarmismi ingiustificati parlando di un caso di tubercolosi al centro profughi di Mombello.

Il gesto del sindaco trova giustificazione nella delibera di Giunta numero 194 del 9 settembre che contiene tutto il riassunto della vicenda, ovvero fa chiarezza su quali sono stati effettivamente i problemi di salute riscontrati sul territorio. E spiega perché sia stato dato mandato al sindaco, quale rappresentante dell'ente, agire se necessario anche in sede legale.


In data 21 agosto perveniva presso il Comune nota di riscontro da parte dell’Asl di Monza e Brianza ad una richiesta inoltrata via mail dal Consigliere comunale sig. Luca Mestrone in merito a richiesta di informazioni circa casi di TBC e Scabbia a Limbiate. La relazione dell’Asl evidenziava con molta chiarezza la situazione rispetto alla presenza delle suddette malattie infettive fra i residenti in Asl Monza Brianza nel periodo compreso tra il 1 gennaio 2014 e il 18 agosto 2015.

Tale dato viene così riassunto: l’Asl ha riscontrato nel periodo suddetto n. 33 casi di scabbia e n. 25 casi di Tbc nell’ambito dell’Asl MB dei quali su Limbiate: n. 2 casi di scabbia nel 2014 e n.1 nel 2015, n. 3 casi di tbc nel 2014 e n. 3 casi nel 2015, confermando che il trend individuato negli ultimi anni non è in crescita.

Tale relazione contiene un elemento non corretto, laddove viene precisato che si sarebbe verificato un caso di TBC riguardante un migrante del centro di accoglienza di Limbiate, benché non esista alcuna correlazione di tale caso con gli altri verificatesi tra i residenti. Sentita a tal proposito la direzione del servizio sanità pubblica dell’Asl MB, dalla quale si è appurato che del caso di che trattasi riguardava una donna, in possesso di regolare permesso di soggiorno, che aveva soggiornato presso una struttura Comunitaria di Limbiate e che attualmente non risulta più soggiornare sul nostro territorio e non, quindi, degli ospiti del nostro centro di accoglienza, tutti di sesso maschile.

Delle condizioni di salute della stessa si è venuti a conoscenza ad aprile, periodo durante il quale la signora è stata ricoverata per gli opportuni accertamenti in struttura adeguata, in quanto risultava positiva al test della tubercolina (Mantoux). A fine luglio non era stata ancora accertata la diagnosi di tubercolosi. Attualmente la signora è in terapia, dimessa e fuori dal territorio di Limbiate.

Tali informazioni rese da un’autorità pubblica quale l’Asl Monza Brianza, se non corrette, rischiano di ingenerare allarmismi ingiustificati su terreni fertili quali l’omofobia, l’intolleranza e l’ignoranza su temi delicati e sensibili quali quelli sanitari.

La richiesta pervenuta in data 08/09/2015 dal Consigliere comunale Luca Mestrone, in nome e per conto anche di altri consiglieri comunali di minoranza, di convocazione di un consiglio comunale aperto sul tema delle “procedure sanitarie e di sicurezza vigenti all’interno dei locali dell’HUB (Centro di accoglienza n.d.r.) provinciale di prima accoglienza dei migranti di via Bonaparte n. 2 a Limbiate” si inserisce in tale ambito utilizzando le informazioni pubbliche pervenute acriticamente e a solo scopo elettoralistico, con la finalità di ingenerare, il senso di insicurezza dei cittadini che ripongono nei soggetti incaricati di una funzione pubblica, la massima fiducia riconoscendo l’autorevolezza delle informazioni diffuse.

Pertanto, si ritiene che i predetti comportamenti sia del consigliere Mestrone e altri firmatari della richiesta, che dai mezzi di comunicazione, potendo dar luogo ad allarmismi ingiustificati, debbano essere stigmatizzati e portati all’attenzione delle autorità competenti affinché siano valutate le ricadute in termini di generalizzazione del panico nella popolazione limbiatese.