Lamperti: "Con Allevi si cambia... sì, si torna indietro di 10 anni"

MONZA - Chiuso il primo turno delle elezioni, non conosce sosta la battaglia elettorale. Marco Lamperti, consigliere uscente del Pd nonché una delle persone con più consensi, mette in guardia i cittadini riguardo alle conseguenze di un voto a Dario Allevi

Svuotate le urne, fatti i conteggi, in attesa del ballottaggio sono ancora scintille. L'ultima porta la firma di Marco Lamperti, consigliere comunale uscente del Partito Democratico, uno dei più votati anche in occasione dell'appuntamento elettorale di domenica, che vuole mettere in guardia i suoi concittadini: "Il buon vecchio Dario Allevi - afferma tramite la sua pagina Facebook - è tutto tranne che una novità".

E Lamperti a supporti delle sue affermazioni ricorda come Allevi sia presente sulla scena politica monzese "da decenni, prima nell'ultradestra, poi in Alleanza Nazionale, Pdl e Forza Italia".

La descrizione, però, non finisce qui: "È stato un Presidente della Provincia disastroso, colpevole di leggerezze imperdonabili, come - ad esempio - aver lasciato costruire la sua Giunta a Massimo Ponzoni, il Coordinatore Provinciale del PDL ai tempi (sì, il Ponzoni di Desio, l'ex Assessore Regionale capitato - non proprio per caso dicono le sentenze - nell'inchiesta "Infinito", proprio lui). Da un uomo politico della sua età che si candida a certi ruoli ci si aspettava non solo la sua estraneità ai fatti e la certezza della sua onestà (di cui non ho mai dubitato), ma anche un po' di prudenza amministrativa e politica".

Lamperti, però, cita anche alcuni casi che ritiene un brutto esempio amministrativo: "Dario è stato anche vicesindaco a Monza per due anni durante la Giunta Mariani. Sì, proprio quella che - salvo per qualche assessorato - è rimasta immobile per 5 anni, bloccata sul Pgt che doveva rendere edificabile la Cascinazza di Paolo Berlusconi e cementificare mezza città. La stessa Giunta che approvò il capitolato d'appalto che avrebbe poi consegnato alla Sangalli la gestione dei rifiuti e della pulizia delle strade di Monza (attualmente in essere), senza accorgersi che un assessore e altri amministratori della maggioranza ci stavano mangiando sopra. Ok che gli amministratori non devono passare il tempo ad indagare sui colleghi, ma cerchiamo di svegliarci un minimo".

E ancora: "Poi ci sono le fantastiche trovate del 'lancio del telefonino' (sì, era una manifestazione che prevedeva il lancio di un telefono cellulare in piazza). Tutto felice il Dario di quella manifestazione. E come dimenticare il golf nel Lambro? Le numerose palline lanciate nel fiume durante questa folle iniziativa proprio dallo stesso Allevi. A volte mi domando perché non assuma un consulente che gli dica semplicemente 'a' Dario, 'sta qui è 'na cazzata!'. Stendo un velo pietoso sui buchi milionari di Scenaperta per le meravigliose manifestazioni come Bimbò".

Il giudizio, di Lamperti nei confronti del candidato del centrodestra non vi sembra abbastanza scontato? Nessun problema, ve lo spiega a chiare lettere: "E' un politico di scarsi contenuti, costruito con sparate elettorali (i droni?!) e contraddistinto da perenni superficialità e debolezze che in passato hanno generato non pochi danni alla cosa pubblica. Quindi è vero: da un certo punto di vista Allevi è un cambiamento. Un ritorno a 5-10 anni fa. Un arretramento politico amministrativo".

A pochi giorni dal risultato del primo turno, con il successo parziale del sindaco uscente Roberto Scanagatti con 35 voti di margine, il clima da qui al 25 giugno sarà rovente. Pronostico facile, più di quello relativo al nome del futuro sindaco.


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