Chiosconi: Allevi, Quitadamo e Sindoni pronti a revocare la delibera

MONZA - Tre candidati sindaci dicono apertamente no ai chioschi in città. Dario Allevi (centrodestra), Michele Quitadamo (Sinistra Alternativa Monza) e Danilo Sindoni (Movimento 5 Stelle) si impegnano a fare marcia indietro e ad abbandonare il progetto in caso di vittoria

I candidati sindaci rispondono alle 31 associazioni culturali  e comitati cittadini e ai 2 mila monzesi firmatari della petizione contro l’installazione dei chiosconi in centro città. Solo Dario Allevi, Michele Quitadamo e Danilo Sindoni dicono apertamente no ai dehors e sono pronti a revocare la delibera comunale, Pierfranco Maffè tentenna optando per il confronto perché l’amministrazione rischierebbe un bel salasso come quello pagato con la Giunta Scanagatti per la querelle ex Macello e Paolo Piffer punta sulla revisione totale del progetto innescando un processo di partecipazione con i cittadini. Il sindaco uscente Roberto Scanagatti aveva risposto settimana scorsa inviando una lettera esplicativa a poche associazioni culturali firmatarie esponendo il valore sociale ed economico del progetto che, in caso di sua rielezione, verrà portato avanti. Dal candidato Manuela Ponti a ieri mattina, non era giunta una comunicazione ufficiale.

Nel frattempo è stata presentata istanza di fallimento nei confronti di Saum Srl la società che vincitrice del bando per la realizzazione del progetto con la prima udienza lunedì prossimo, 12 giugno, proprio all’indomani delle elezioni. Un’istanza presentata da un creditore che vanterebbe diverse migliaia di euro di crediti. E proprio in base a questa ultima notizia e soprattutto agli esiti del processo la carta della revoca della delibera apparirebbe certamente meno rischiosa per le casse del Comune.

“Si può procedere con un provvedimento in autotutela – ha fatto sapere ieri mattina Dario Allevi al Comitato contro i chiosconi – Essendo stata presentata un’istanza di fallimento contro la società c’è la possibilità che non possa più garantire la solidità economica per la realizzazione del progetto, evitando perciò la mega multa presa dall’amministrazione Scanagatti ha preso per la vicenda ex Macello”.

Allevi (sostenuto dalla coalizione formata da Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia e dalle liste civiche “Monza Futura” e “Noi con Dario Allevi”) aveva promesso fin da subito un impegno per risolvere la questione “Sarà mio impegno trovare delle soluzioni al fine di annullare la delibera – aveva scritto nella lettera di risposta al comitato – applicando un provvedimento in autotutela. Ritengo che la nostra città possa e debba valorizzare il centro storico con provvedimenti che vadano ad aumentarne la bellezza e l’attrattiva e non invece ad abbruttirlo con strutture avulse dal contesto”.

Sulla stessa linea anche Michele Quitadamo di Sinistra Alternativa Monza (che riunisce Partito comunista, Rifondazione comunista e Sinistra anticapitalista): “Siamo contrari all’installazione sul territorio cittadino dei chiosconi – riferisce – Che si tratti di 4 oppure di 13 (il numero è ballerino) non riteniamo opportuno che una seria amministrazione comunale abbia indetto la gara di appalto con un unico concorrente, sicuramente non abbia valutato l’impatto dei chioschi nel contesto urbano, non abbia preventivamente e successivamente tenuto in considerazione le critiche con una dialettica serena con comitati e associazioni”.

Danilo Sindoni candidato del Movimento 5 Stelle aveva già annunciato la contrarietà al progetto sabato durante il comizio in piazza con Luigi Di Maio ribadendo nella lettera di risposta”l’impegno a intraprendere ogni possibile azione per impedire che questo assurdo progetto possa diventare realtà”.

Intanto le associazioni culturali e i Comitati cittadini attendono l’evoluzione delle elezioni e del processo. “Per l’ennesima volta chiediamo al sindaco che ci mostri veramente il progetto – ha commentato Bianca Montrasio – Altrimenti le parole di rassicurazione non rassicurano nessuno. Non è sufficiente sapere che l’ampiezza dei chiosconi in centro è stata ridimensionata (15 metri quadrati dotati di servizi igienici, ndr)”.

L’atteggiamento del sindaco di risposta soltanto a tre associazioni non è affatto piaciuta al resto del Comitato. “È una scelta inspiegabile – ha aggiunto Montrasio – Siamo associazioni indipendenti e autonome”.

A preoccupare maggiormente il comitato sono i chiosconi previsti ai boschetti reali chiedendo una presa di posizione in merito anche da parte della Soprintendenza, direttamente coinvolta in questa fase della vicenda. Soprintendenza che le associazioni e i comitati cittadini avevano già interpellato sulla faccenda chiosconi, ma dalla quale non hanno mai ricevuto una risposta.

Barbara Apicella


Vuoi ricevere le notizie nella tua mail? Iscriviti alla newsletter: clicca qui
(in base alle impostazioni del tuo gestore potrebbe finire in caselle diverse dalla "Posta in arrivo")