I residenti di via Asiago: "Il Comune ha trovato soluzioni, ma il Prefetto non le accoglie"

MONZA - E' sempre alta la tensione in via Asiago per la vicenda degli oltre 120 profughi alloggiati nelle palazzine in cui risiedono 34 italiani (di cui 11 minorenni). I residenti nei giorni scorsi hanno diffuso un nuovo comunicato stampa per sollecitare la Prefettura a trovare una soluzione

I residenti di via Asiago ancora contro il prefetto. Non si smorzano le tensioni nel complesso residenziale di San Rocco dove da mesi sono stati trasferiti oltre 130 migranti, a fronte dei 34 italiani (di cui 23 adulti e 11 bambini) che risiedono nella palazzina.

Nei giorni scorsi ancora tensione tra gli inquilini e il Prefetto Giovanna Vilasi che, ad oggi, non ha accolto ed esaudito la richiesta dei condomini di trasferire in toto (o anche parzialmente) gli extracomunitari.

I residenti, riuniti in Comitato, hanno espresso il proprio disappunto con un comunicato stampa, evidenziando anche  che da una relazione della Ast di Monza e Brianza (ex Asl) si  individua in 97 unità la massima capienza degli appartamenti.

La posizione degli inquilini è chiara. “Riteniamo che l’affermazione del Prefetto che dichiara non siano presenti soluzioni alternative non sia credibile. A fronte oltretutto della disponibilità manifestata dal Comune di Monza attraverso il sindaco Roberto Scanagatti e il vicesindaco Cherubina Bertola”.

Ribadendo che il problema e l’individuazione di soluzioni spetti unicamente al rappresentante del Governo in città. “La gestione dei profughi è di sua esclusiva competenza e non deve essere addossata unicamente a un condominio e ad un quartiere ghettizzando e causando un ingente danno esistenziale ed economico alle famiglie residenti. I condomini esprimono perplessità per l’ostinazione con cui il prefetto persegue ciecamente i suoi intenti, tutelando unicamente gli interessi della Trattoria Mercato Srl (che gestisce appunto l’accoglienza dei migranti negli appartamenti di via Asiago, ndr)”.

Intanto la difficile convivenza tra inquilini e ospiti prosegue, con costanti battibecchi e quotidiane telefonate alle forze dell’ordine. La tensione sembra tutt’altro lontana dal placarsi. Almeno finché non verranno trovate soluzioni alternative.


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