Slot machine in aumento, a Monza e Brianza 162 soggetti patologici

MONZA - Nel 2015 nella nostra provincia sono stati accertati 162 casi di gioco d'azzardo patologico, costati complessivamente alla comunità 53 mila euro per le prestazioni erogate dall'Asl. La situazione diventa drammatica su scala regionale

I numeri sono impressionanti: nella provincia di Monza e Brianza si contano ben 162 soggetti ludopatici, che hano beneficiato di 2.991 prestazioni (psicoterapia, interventi di gruppo, colloqui, ecc. ) nel corso del 2015. La spesa sostenuta dall'Asl per la loro assistenza è stata di 53 mila euro.

Per quanto grave, in Brianza va ancora bene. I numeri diventano infatti devastanti su scala regionale (con la provincia di Brescia che risulta la più esposta al fenomeno) per un totale di 2.117 lombardi seguiti per un totale di 47.653 prestazioni erogate che hanno avuto un costo per la comunità di 1 milione 342 mila euro.

Situazione preoccupante, ma probabilmente destinata a peggiorare. Nonostante gli incentivi previsti dalla legge regionale per gli esercenti che decidono di disinstallare le slot e le campagne di informazione e sensibilizzazione, che vedono coinvolti i Comuni e i servizi sanitari, nei bar e locali della Lombardia la loro presenza complessivamente tende sempre ad aumentare: nel 2013 le “macchinette” erano infatti (tra newslot e VLT) 81.487, scese nel 2014 a 73.411 per poi però aumentare lo scorso anno e attestarsi a 79.565.

La fotografia sulla situazione in Lombardia è scattata dal Rapporto sullo stato di attuazione della legge regionale 8/2013 per la prevenzione e il trattamento del gioco d’azzardo patologico (GAP), al centro nei giorni scorsi della seduta del Comitato paritetico di controllo e valutazione (CPCV), presieduto da Riccardo De Corato (FdI). Il Rapporto – relatori lo stesso Presidente Riccardo De Corato e Iolanda Nanni del Movimento 5 Stelle – evidenzia anche come non abbia sortito effetto fino a questo momento l’agevolazione Irap prevista dalla legge regionale per i gestori che decidono di disinstallare o fare a meno nel proprio locale delle slot.

La relatrice Iolanda Nanni  a questo proposito ha parlato di  “dato sconfortante perché  l’agevolazione è stata riconosciuta finora a soli due contribuenti della provincia di Pavia che ne hanno fatto richiesta”.

Insomma, “il pericolo slot – come ha fatto notare Carlo Borghetti del PD – è sempre alto. Lo stesso aumento delle slot rispetto al 2014 è un dato preoccupante”. “Credo – ha detto il presidente Riccardo de Corato nell’evidenziare le proposte del Comitato - che sia opportuna una Risoluzione per orientare e rafforzare l’azione regionale di contrasto anche attraverso un sistema regionale di mappatura degli esercizi commerciali e degli apparecchi”.

In base alla legge, Regione Lombardia ha stanziato 3 milioni di euro sul bilancio 2015-2016 a sostegno delle iniziative dei Comuni per la prevenzione del Gap (gioco d'azzardo patologico): i progetti ammessi al finanziamento sono stati 68, distribuiti in tutte le province (ad eccezione di Lodi), per 286 iniziative nei campi della formazione, dell’ascolto, delle azioni no slot del controllo e della mappatura.

Per quanto riguarda, inoltre, le attività di formazione per i nuovi gestori nel 2015, previsti dalla legge regionale,  sono stati svolti circa 560 percorsi, ai quali hanno partecipato oltre 13.500 persone.


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