Colombo: "Ora si può dire, tigli abbattuti senza giustificazione"

MEDA - Il Gruppo di Sinistra e Ambiente, dopo gli incontri avuti con l'amministrazione comunale, ha chiesto di poter entrare in possesso di tutta la documentazione relativa al taglio delle piante di via Seveso. Arrivando alla conclusione che il provvedimento non trova giustificazioni

Ha fatto discutere per tutto il mese di agosto. O, almeno, dal 13 in poi quando si è provveduto al taglio. La vicenda dell'abbattimento dei tigli di via Seveso torna ora d'attualità con l'intervento di Sinistra e Ambiente che, dopo l'incontro con l'amministrazione comunale e dopo aver chiesto la documentazione, ribadisce che l'intervento eseguito non trova valide giustificazioni.

Il perché di questa conclusione nell'intervento di Alberto Colombo, capogruppo di Sinistra e Ambiente, che ha diffuso un comunicato stampa:


Durante l'incontro con i gruppi ambientalisti sulla vicenda del taglio dei tigli di via Seveso l'assessore Buraschi s'era dichiarata sicura e certa della completezza documentale, pur non chiarendo a sufficienza se esistesse una relazione tecnica motivante la drastica scelta del taglio. Ora la documentazione disponibile è stata consegnata, dopo debita richiesta, al Consigliere Comunale di Sinistra e Ambiente.

E' una documentazione veramente scarsa che si riduce a due esposti, fatti sempre dalla stessa proprietà e a poche comunicazioni tra amministrazione e ufficio tecnico a mezzo e-mail dagli scarni contenuti.

Come previsto si conferma quindi che non v'è traccia di alcuna relazione tecnica per la valutazione della necessità e opportunità dell'intervento da effettuare, né tantomeno di qualsivoglia atto o determina. Risultano depositati due esposti della stessa proprietà (il secondo a richiamo del primo) indirizzati all'amministrazione comunale, con i quali si chiedono "spiegazioni sulla situazione indecente che si protrae lungo la via Seveso".
Situazione determinata, a detta di chi ha scritto, dalla presenza dei tigli a distanza non regolamentare dai confini, mettendo in dubbio l'utilità della loro esistenza con una serie di lamentele rispetto all'invasività degli alberi e al fatto che "sporcano" oltreché non fare ombra.

Nell'esposto è richiamato che la presenza di alberi non permette alle autovetture di parcheggiare nei pressi delle attività esistenti, con conseguenze di parcheggi selvaggi e pericolosi per la viabilità. Vengono poi evidenziati alcuni aspetti relativamente ad altre criticità viabilistiche di via Seveso e allo stato della strada. Si segnala anche la mancata potatura degli alberi da parte del Comune tanto che la proprietà è intervenuta a sue spese con un taglio di fronde insistenti su parte del tetto e dei canali.

Come avevamo precedentemente scritto, si rafforza quindi la constatazione che le manutenzioni in carico al Comune, con potature nei periodi adatti, non siano state tutte effettuate e quelle fatte non siano state eseguite adeguatamente.

Sono un poco sconcertanti le azioni che ne seguono, a partire dall'illuminato suggerimento del sindaco Caimi di risolvere i problemi posti con "l'eliminazione delle piante". Conseguenza è l'indicazione dell'ufficio tecnico a procedere al taglio di 10 piante (che poi diverranno 11, nell'abbattimento eseguito il 13 agosto) con i successivi ringraziamenti del sindaco per l'intervento effettuato.

Tutto è stato, a nostro avviso, trattato con superficialità, consentito e stimolato dall'amministrazione Caimi senza alcun approfondimento sulla necessità di far valere il diritto di servitù per usucapione che gli alberi del Comune avevano maturato né tantomeno con una verifica per un intervento di potatura in periodo corretto. Azioni che probabilmente avrebbero salvato gli alberi di via Seveso.

Certo, serviva la volontà politica dell'amministrazione di attuare queste azioni, cosa che non è avvenuta, prediligendo la strada più semplice ma più letale per gli alberi e sacrificando così con leggerezza un bene comune.


Vuoi ricevere le notizie nella tua mail? Iscriviti alla newsletter: clicca qui